Benvenuti amici musicisti a questo ultimo (almeno per ora) appuntamento con Advice For Musicians. Gli ultimi consigli sono per eseguire al meglio un sound check prima di uno spettacolo. In tanti anni di attività come tecnico del suono in concerti e spettacoli live mi è capitato di incontrare tanti musicisti, dal dilettante pieno di entusiasmo al professionista ormai avvezzo al palco. L’elemento o gli elementi comuni alla riuscita di un buon sound check rimangono sempre gli stessi: puntualità, pazienza, disponibilità, dialogo. Come vedete nessuno di questi elementi riguarda in alcun modo l’aspetto tecnico.

Se è scontato che il professionista abbia strumenti e materiale all’altezza della sua professionalità, non è certo che per il dilettante succeda altrettanto e quando vi sono compromessi sulla qualità e quantità del materiale, il tempo per un buon sound check si allunga. Pertanto la puntualità prima di tutto. Se d’accordo col fonico avete fissato l’appuntamento per un orario, rispettatelo. Se vi serve tempo per montare i vostri strumenti, arrivate prima. Presentatevi con gli strumenti in buone condizioni, pelli della batteria sane e accordate, corde di chitarre e bassi nuove; non cambiate le corde al sound check, fareste perdere tempo a tutti, le corde impiegano un po’ di tempo per assestarsi e mantenere l’accordatura. Fate queste cose prima. Da un sound check ben fatto dipende la buona riuscita del vostro spettacolo quindi sfruttate tutto il tempo a disposizione, non sprecatelo inutilmente facendo cose che potreste fare prima.

La pazienza è un altro elemento fondamentale. I motivi per perderla sono sempre tanti: ritardo sui tempi, ritardo di qualcuno dei musicisti, tecnici non all’altezza della situazione, ritardo del service e chi più ne ha, più ne metta. Quello che non cambia mai è che se nascono tensioni tra i musicisti o tra musicisti e tecnici, ne risentirà lo spettacolo intero. Quindi evitate le discussioni con toni accesi, evitate di inimicarvi il fonico, spesso capitano veri incompetenti ma non sanno di esserlo e dipendete da loro per la riuscita del vostro spettacolo. Abbiate pazienza e aspettate la fine del concerto per manifestare il vostro disappunto. Se invece, come vi auguro e come sarebbe giusto che fosse, trovate un fonico disponibile a risolvere i problemi invece che a crearli, collaborate con lui, instaurate un rapporto amichevole, chiamatelo per nome (non “ehi fonico”), se ha fatto un buon lavoro, ringraziatelo anche pubblicamente durante il concerto, gli farà sicuramente piacere. Non litigate con gli altri componenti del gruppo, questo ruberà tempo prezioso al sound check. Se un altro musicista sta eseguendo il suo, non suonategli sopra, aspettate il vostro turno. Magari nell’attesa sistemate (in silenzio) tutto il vostro setup in modo da farvi trovare pronti quando toccherà a voi.

Se il concerto non è soltanto vostro ma ci sono altri che si esibiscono, dovrete per forza accettare dei compromessi. Sarà molto probabile che condividerete qualche strumento con altri, come la batteria o qualche amplificatore per chitarra o basso. In questo caso non perdetevi in inutili polemiche se ciò che trovate non è esattamente quello a cui siete abituati. In questi casi parlate prima con gli organizzatori, dite sempre prima se avete esigenze imprescindibili. Al momento del sound check sarà troppo tardi e fare polemiche sarà soltanto inutile, anzi sarà proprio dannoso. La non perfetta rispondenza del materiale alle vostre aspettative non deve mai essere un alibi per un concerto mal riuscito. Certamente se il materiale messo a disposizione è scadente o guasto, non potrete fare una buona performance ma se è di buona qualità e vi consente di suonare, adattatevi, essere professionisti significa anche questo. Se non potete fare a meno del vostro amplificatore o della vostra batteria, portate i vostri strumenti ma avvisate prima gli organizzatori dell’evento. Non pensiate di arrivare ad un sound check con un palco già allestito e pretendere di montare la vostra batteria perché quella presente non vi piace. Siate sempre chiari prima, arrivati al sound check, tutto ciò che non è stato detto, non sarà possibile e discuterne farà soltanto perdere tempo e concentrazione.

Finora ho parlato quasi esclusivamente di consigli su come comportarsi per eseguire un buon sound check, darò adesso qualche consiglio tecnico che a molti potrà sembrare banale ma che, vi assicuro, non lo è per l’elevato numero di circostanze in cui mi sono imbattuto in queste cose.

Prima regola: controllate i vostri strumenti. Non smetterò mai di dirlo: la causa di un problema tecnico è quasi sempre individuabile in uno strumento musicale che funziona male. Ho già detto delle corde ma, signori chitarristi e bassisti, se avete pick up attivi, assicuratevi di avere una pila carica e una di scorta, soprattutto nelle chitarre acustiche. Chissà perché le batterie scariche si trovano sempre nelle chitarre acustiche… I tastieristi spesso pensano di avere meno problemi perché “tanto che ci vuole da attaccare un jack”? Non è così! Assicuratevi che le uscite delle vostre tastiere siano in buone condizioni, i contatti non siano sporchi, i potenziometri del volume non facciano rumore. Anche gli strumenti elettronici hanno bisogno di manutenzione. Se usate cavi MIDI, portatene sempre almeno uno di scorta. Se si rompe un cavo jack per una chitarra, sarà sempre facile trovarlo, ma se vi si guasta un cavo MIDI… auguri! Se usate dispositivi radio, per i microfoni, in ear monitor, chitarre/basso, considerate sempre che qualsiasi dispositivo radio può abbandonarvi in ogni momento per centinaia di motivi, pur non essendo guasto. Preparate sempre una scorta a cavo e usate i sistemi radio solo se davvero necessari. Anche i più costosi posso avere problemi, figuratevi quelli economici!

La disposizione sul palco è di fondamentale importanza per la buona riuscita di uno spettacolo. Scegliete la vostra secondo le vostre esigenze ma anche tenendo conto di alcuni aspetti tecnici. Faccio di seguito qualche esempio di errori molto frequenti.

Non mettete vicini tra loro strumenti con emissione sonora elevata e strumenti con emissione molto più limitata e microfonati. In questo caso il microfono dello strumento più delicato sentirà anche il suono dello strumento con maggiore emissione e verrà compromesso il suono di entrambi. Un esempio può essere un flauto vicino ad una batteria o anche il cantante stesso molto vicino alla batteria o ad un amplificatore di chitarra elettrica. E’ critica la situazione dei batteristi che cantano. Lì sarebbe molto indicato un buon microfono headset che, essendo posto molto vicino alla bocca, avrà una sostanziale decadimento degli altri suoni in funzione della distanza ma un microfono su asta riprenderà sempre i suoni dei tamburi e dei piatti compromettendo sia il suono di questi, sia quello della voce.

Non mettete gli amplificatori di chitarra elettrica o basso troppo vicini alla batteria se questa è microfonata: i microfoni della batteria (in particolar modo gli over head) sentiranno ciò che emettono gli amplificatori e lo manderanno in amplificazione all’impianto, sporcando così sia il suono di chitarre/basso, sia quello della batteria stessa.

Ancora sugli amplificatori di chitarra/basso elettrico. Se vi piace sentire il suono dell’amplificatore ad alto volume perché per farlo suonare bene dovete spingerlo un po’, evitate di rivolgerlo verso il fronte del palco, volgetelo verso l’interno. Soprattutto se il palco e la platea sono piccoli, il suono dell’amplificatore in questione tenderà a coprire il suono emesso dall’impianto di amplificazione, il fonico in questi casi può solo aumentare il volume dell’impianto per sentire il mix che sta facendo ma questo, soprattutto negli ambienti piccoli, non si può sempre fare, i microfoni tenderanno ad innescare e il pubblico uscirà dal concerto con l’acufene.

Per i cantanti: la vostra voce non è uno strumento elettrico di cui si può regolare il livello a piacimento e senza problemi. La voce viene ripresa da un microfono che sente tutto, non solo la vostra voce. Quindi tirate fuori il fiato. Soprattutto se siete in un piccolo palco a pochi passi da batteria e amplificatori di chitarra elettrica, il vostro microfono sentirà tutto quello che c’è intorno a voi e se la vostra voce non supererà tutto ciò, non si sentirà. Non è colpa né del fonico né dell’impianto; è solo fisica. Non serve neanche aumentare il livello del microfono perché, oltre ad innescare qualche Larsen fastidiosissimo, si aumenterà comunque tutto ciò che il microfono percepisce. Posizionate correttamente i monitor nella posizione ottimale, imparate ad usare correttamente il microfono, non agitatelo davanti al monitor, non coprite con le mani la griglia.

Ecco cosa succede alla risposta in frequenza di un microfono lineare quando si ostruisce la griglia.

Quando si esegue un sound check, è importante provare ciò che realmente accadrà durante lo spettacolo. E’ assolutamente inutile dimostrare quanto si è virtuosi col proprio strumento. Suonate qualcosa di verosimile, non perdetevi in assoli virtuosi che non farete, non è necessario provare tutti i suoni di synth che userete o tutte le decine di distorsioni diverse che possedete per la chitarra. Accertatevi piuttosto che l’amplificatore suoni bene e che i livelli tra i vari suoni siano simili. Provate i punti più critici della scaletta, non è necessario eseguire interamente un brano ma limitatevi ai punti difficili. Il sound check dovrebbe essere fatto in assenza di pubblico ma spesso questo non avviene. Se c’è pubblico presente, siate i più discreti possibile: al pubblico non interessano le vostre questioni tecniche, non palesatele durante il sound check al microfono, non fate battute di spirito nei confronti degli altri musicisti o dei tecnici; questa cosa vi rende ridicoli e poco professionali; qualunque cosa accada, siate seri e professionali e tenete sempre presente che quando qualcosa va storto, non è mai professionale prendere come alibi le carenze tecniche; soprattutto se altri sono riusciti suonare nello stesso palco e nelle stesse condizioni.

Con questa dodicesima puntata si conclude questa prima serie di consigli ai musicisti. Un saluto da Cristiano Nasta e a presto.

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