Advice For Musicians P.09 Collegamenti (Prima Parte)

Un saluto a tutti I lettori di Advice For Musicians e benvenuti a questo nono incontro, il secondo del 2020. Dopo il video dell’amico Giuseppe Arnetta, oggi vi parlerò nuovamente io, Cristiano Nasta, di collegamenti tra gli strumenti, fissando alcuni concetti che spesso sono sconosciuti o poco chiari. Il collegamento elettrico tra due dispositivi audio consente di far “transitare” il segnale da un dispositivo all’altro, affinché lo stesso segnale venga processato, amplificato o registrato. Oggi siamo in piena era digitale quindi è opportuno distinguere e specificare di che tipo di collegamento stiamo parlando, ovvero se analogico o digitale. Nel collegamento analogico, il segnale audio sarà trasferito sotto forma di differenza di potenziale variabile nel tempo (quella grandezza elettrica che si misura in Volt); nel collegamento digitale, invece, il segnale audio sarà rappresentato da una sequenza di impulsi, tutti alla stessa tensione, che rappresentano in forma binaria una sequenza di bit. Oggi parlerò soltanto dei segnali analogici.

Esempi di segnali analogici comuni a tutti sono il collegamento tra una chitarra elettrica e il suo amplificatore, tra un microfono e un mixer, tra una cuffia e il suo amplificatore. In questi collegamenti, come in tutti gli altri possibili, si ha una sorgente che genera un segnale audio sotto forma di tensione, che varia nel tempo esattamente (in forma e frequenza) come varia l’onda sonora che rappresenta. Attraverso il cavo di collegamento, il segnale arriva dalla sorgente alla destinazione per essere opportunamente trattato. Durante il percorso è augurabile che il segnale non si degradi, non cambi la sua forma d’onda, non perda le sue armoniche (filtraggio) e non se ne aggiungano altre (distorsione). Affinché questo avvenga è necessario utilizzare cavi adatti allo scopo e di qualità. Vediamo adesso qualche concetto sul tipo di connessione da scegliere e quali sono gli errori più frequenti a cui assisto.

Iniziamo dal microfono: il collegamento tra un microfono e il suo preamplificatore, sia esso un mixer, una interfaccia audio o qualsiasi altra cosa, è il collegamento più delicato perché il microfono (che è una sorgente) dà un livello di segnale veramente basso e per poter gestire il suo segnale, si deve amplificare questo veramente parecchio. Risulta intuitivo che se durante il passaggio tra il microfono e il suo preamplificatore si raccolgono disturbi, il risultato sarà disastroso perché questi disturbi verranno anch’essi amplificati e ce li ritroveremo ovunque assieme al segnale utile del microfono. I disturbi di cui parlo possono essere causati da svariate cause, per lo più da onde elettromagnetiche presenti pressoché ovunque. Se pensate che laddove ci sia un passaggio di corrente, si genera comunque un campo elettromagnetico e che ogni cavo funziona intrinsecamente da antenna, vi riuscirà facile intuire quanti rumori parassiti si potranno captare quando un segnale percorre metri e metri di cavo prima di arrivare alla sua destinazione. Per questo motivo è importante sempre tenere a mente alcuni concetti:

Più lungo è il cavo, più disturbi raccolgo. Sempre.

Più è piccola la sezione del cavo, maggiore sarà la sua resistenza e di conseguenza minore sarà l’intensità del segnale che arriverà a destinazione.

Ai capi del cavo ci sono i connettori: attenzione al loro stato e alle saldature.

Dimensionate opportunamente la lunghezza dei vostri cavi, non utilizzate cavi eccessivamente lunghi se non sono realmente necessari. I cavi non sono tutti uguali: se colleghiamo una tastiera con un cavo di sezione molto contenuta, probabilmente riusciamo ad avere qualcosa di accettabile, ma se colleghiamo con lo stesso cavo una chitarra ad un amplificatore, il risultato potrebbe non essere accettabile, anzi probabilmente non lo sarà proprio, perché il segnale di una chitarra elettrica è parecchio più basso di quello di una tastiera e la perdita di segnale che si avrà lungo il cavo, risulterà molto più dannosa per la chitarra rispetto alla tastiera.

Utilizzate quanto più possibile collegamenti BILANCIATI. Senza entrare troppo in questioni tecniche, un collegamento bilanciato consente la quasi totale cancellazione dei rumori che si raccolgono lungo il cavo, anche per distanze lunghe decine di metri. I collegamenti bilanciati giovano sempre e in ogni caso ma sono assolutamente indispensabili per i microfoni. Potete riconoscere un collegamento bilanciato perché questo necessita di tre conduttori indipendenti, mentre i collegamenti sbilanciati ne utilizzano due. Se guardate un cavo microfonico serio, vedrete che ai suoi capi ci sono due connettori chiamati comunemente Canon ma il cui vero nome è “XLR 3 poli”, uno maschio e uno femmina, ciascuno con tre contatti numerati 1, 2 e 3.

Ci sono dei tipi di collegamenti che sono per loro natura sbilanciati, come i collegamenti tra le chitarre elettriche/bassi elettrici e gli amplificatori, in questo caso è molto più importante stare attenti alla qualità del cavo e a contenere la sua lunghezza il più possibile. Se dovete utilizzare forzatamente cavi lunghi, evitate di tenerli avvolti in spire, teneteli lontani di griglie metalliche; se sentite ronzii o altri tipi di rumore dall’amplificatore, provate semplicemente a spostare il cavo eccessivamente lungo, a fargli fare un altro percorso. Se invece volete collegare lo strumento direttamente al mixer, usate una D.I. Box (Direct Injection Box). La D.I. Box è un dispositivo che riceve un segnale sbilanciato, come quello di una chitarra elettrica e lo bilancia, consentendogli di essere trasportato per lunghe distanze senza raccogliere ulteriori rumori. In questo caso, l’unico tratto sbilanciato, sarà quello dallo strumento alla D.I. Box ed è importante che sia, come detto prima, il più breve possibile.

Gli errori da evitare a cui assisto spesso sono causati dalla mancanza di queste conoscenze e sono i seguenti:

A) Collegamento di un microfono can un cavo sbilanciato. Mi è capitato tante volte di lavorare con dei musicisti che asserivano di “avere tutto” ciò che serve per suonare in un palco: microfoni, cavi, mixer, monitor… per poi scoprire che collegavano i microfoni con cavi sbilanciati (un connettore XLR femmina da attaccare al microfono e un jack TS sbilanciato dall’altro lato). Questo non va bene proprio. Il microfono si sentirà, lo so, ma si sentirà in maniera assolutamente insoddisfacente e sarà un miracolo se non si sentiranno ronzii inaccettabili.

B) Collegamento di un microfono per voce ad una pedaliera per chitarra. Più volte mi è capitato di trovare musicisti che utilizzavano la pedaliera per chitarra come processore d’effetto per la voce. Niente in contrario nei confronti della creatività (se vi piace, va benissimo così) ma un preamplificatore fatto per gestire un segnale di chitarra non è detto che sia adeguato anche per un microfono. Per sentirsi, si sentirà sicuramente e fino a che lo stravolgerete con gli effetti della pedaliera, magari sarà anche soddisfacente, ma cosa succederà quando vorrete la voce pulita e senza effetti? Sentirete un segnale pieno di fruscìo e probabilmente anche con qualche ronzio e ve la prenderete col fonico di turno imputando a lui o al suo impianto un problema causato esclusivamente da voi. Non fatelo! Quanto detto per la pedaliera per chitarra è parzialmente vero anche per tutti quegli effetti che non abbiano un ingresso microfonico bilanciato.

C) Collegamenti in parallelo di due o più strumenti. Avete più sorgenti che ingressi nel mixer o dovete collegare una stessa sorgente a più destinazioni e ricorrete agli “sdoppini”. No. Non fatelo. I collegamenti in parallelo sono deleteri, non posso descrivervi le conseguenze dannose che potete incontrare perché sarebbe troppo lungo ma evitate assolutamente collegamenti in parallelo, soprattutto per segnali a basso livello come quelli dei microfoni.

Questo articolo è già sufficientemente lungo e quindi questa puntata di Advice For Musicians si conclude qui. Vi do appuntamento alla prossima settimana e vi invito, come sempre, a fare domande e commentare se avete trovato interessante o utile l’articolo.

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