Advice For Musicians 07 Comportamento sul palco.

Un saluto a tutti i lettori di questo blog di Underground Music Club redatto da Cristiano Nasta. Dopo l’interessante e istruttivo video di Simone Luca Ferrara sull’importanza di una pedaliera ben strutturata, oggi voglio continuare quanto iniziato nel quinto di questi incontri, quando ho parlato di cosa fare e cosa non fare in una sala prove e come prepararsi ad una sessione di registrazione. Oggi vorrei dare qualche suggerimento su come approcciarsi ad una esibizione dal vivo.

Che siate professionisti con numerose tournée alle spalle o una band amatoriale alle prime armi, quando vi esibite dal vivo, la riuscita del vostro show dipende da tanti elementi; tra questi ci sono sicuramente la vostra bravura, la qualità dei vostri strumenti per i quali vale tutto quanto detto nell’articolo numero 5, ma anche il buon funzionamento dell’impianto di amplificazione e la maestrìa di chi lo fa funzionare. Il segreto sta nel lavorare tutti serenamente e in armonia. L’errore peggiore che un musicista può fare in una esibizione live è inimicarsi il tecnico del suono o i suoi assistenti perché, che si voglia o no, tutto passerà dalle sue mani e per le sue orecchie e, se vuole, può rovinarvi lo spettacolo. Da tecnico del suono ormai da quasi trenta anni ecco alcuni atteggiamenti che andrebbero sicuramente evitati nella preparazione e nella realizzazione di uno spettacolo dal vivo.

La prima cosa è la puntualità: se c’è un appuntamento ad un orario per montare gli strumenti e fare il sound check, rispettatelo. Se sapete che per montare il vostro set di batteria vi serve un’ora, ditelo al momento in cui si fissa l’appuntamento, arrivate prima, prevedete eventuali problemi per raggiungere il luogo e agite di conseguenza. Lavorare senza fretta è importante per la serenità vostra e di chi lavora con e per voi, lo spettacolo ne risentirà positivamente, questo è certo.

Una volta arrivati puntuali sul posto, cercate subito qualche responsabile che vi indichi gli spazi dedicati a voi, eventuali camerini, dove potete posare la vostra roba, dove e quando potete montare i vostri strumenti. Non fate come se foste a casa vostra (non lo siete), non impadronitevi del palco a vostro piacimento spargendo qua e là la vostra roba perché non sapete se ci sono esigenze particolari per le quali una determinata cosa risulterebbe impossibile. Non perdete tempo e non fatene perdere agli altri, la sigaretta non è né un diritto né una necessità, mi fumo una sigaretta e arrivo non è una frase da professionisti. Siete lì per lavorare se per voi cinque minuti si possono spendere, per altri probabilmente no. Sul palco cercate il tecnico del suono e parlate con lui di ogni esigenza legata agli strumenti e alla eventuale disposizione sul palco. Se non siete i soli ad esibirvi su quel palco, come nei festival o nei contest, tutto è molto più difficile e la vostra capacità di adattamento deve essere maggiore.

Come per la sala prove, se userete strumenti non vostri, vi dovrete adattare. Se c’è stata una precedente richiesta da parte vostra che non è stata esaudita, potete rivolgere le vostre lamentele alla persona responsabile, non prendetevela col fonico che è lì per la buona riuscita dello spettacolo, non per fare polemiche o assumersi responsabilità non sue per un apparecchio diverso da quello richiesto. Molto spesso gli organizzatori dicono sì troppo facilmente al momento del primo contatto con i musicisti ma poi mantengono meno di quanto promesso.
Questo significa che la batteria potrebbe non essere esattamente come la vostra alla quale siete abituati, lo stesso vale per gli amplificatori di chitarre elettrica o di basso. Servirà veramente a poco fare polemiche. Se gli strumenti non sono esattamente come li desideravate ma funzionano, adattatevi e suonate. Se amate troppo il vostro suono, portatevi i vostri strumenti, amplificatori, sintetizzatori, batterie e quanto desiderate ma se non vi va di trasportare strumenti pesanti e ingombranti, dovete adattarvi.

Conoscete da subito le persone con cui lavorerete: cercate il fonico, chiedetegli il suo nome e chiamatelo per nome, lo stesso con gli assistenti di palco. A nessuno piace essere chiamato con un “senti, scusa…”, ancora meno con un “hei fonico…” o un “psss”. I tecnici sono al vostro servizio, ma non sono vostri servi (la cosa è molto diversa). Durante lo spettacolo non palesate MAI al microfono problemi tecnici: non dite MAI al microfono di alzare la voce sul monitor o qualsiasi altra cosa tecnica. Al pubblico non interessa, non è professionale. Se vi capita (e capita purtroppo) un fonico che non vi soddisfa o che vi fa disperare, non prendetelo in giro al microfono, non fate sarcasmo su di lui o sul suo operato. Il pubblico già sente che qualcosa non va e se non lo sentisse, glielo direste voi. Vi attirerete solo l’antipatia del fonico che potrebbe danneggiarvi ancora di più e non fareste una bella figura col pubblico. E’ molto più apprezzato l’artista che malgrado le difficoltà porta a termine lo spettacolo che quello che si innervosisce, umilia chi lavora e si giustifica per la cattiva riuscita dello spettacolo scaricando la responsabilità su qualcun altro. Le responsabilità non sono mai di uno solo (o quasi mai) e tante volte il tecnico è vittima quanto voi di una cattiva organizzazione. Dopo lo spettacolo avrete modo di manifestare il vostro disappunto col fonico, col service o con l’organizzatore come meglio vorrete ma non fatelo mai di fronte al pubblico. Essere professionisti è anche questo.

Se invece tutto è andato bene, ai tecnici piace sempre una piccola dimostrazione di gratitudine: ringraziate pubblicamente i fonici di sala e di palco, con i loro nomi che avreste dovuto chiedere all’inizio. Prima di andarvene, salutate e ringraziateli possibilmente di persona: se il vostro spettacolo è andato bene è (anche) grazie a loro. Oltre ad essere indice di buona educazione, vi metterà in buona luce per un eventuale spettacolo futuro con gli stessi tecnici.

Un altro aspetto importante che spesso viene sottovalutato è quello del rapporto col pubblico. Innanzi tutto rispetto per il pubblico: iniziare lo spettacolo puntuali è il primo segno di rispetto verso il pubblico presente. Se la sala è pressoché vuota, possiamo attendere qualche minuto per qualche ritardatario ma non certo un’ora. Il pubblico è lì per sentire la vostra musica, i fatti personali non interessano, atteggiamenti da grandi star (a meno che non lo siate) rischiano di rendervi ridicoli, evitate assolutamente il guitar spin e lo stage diving. Per i cantanti: se il vostro repertorio è formato da cover, imparate almeno i testi: è veramente sgradevole sentire una canzone che piace, storpiata nel suo testo da un cantante che non si cura di cosa sta cantando, soprattutto se la canzone è famosissima e il pubblico conosce il testo (personalmente tra le mie canzoni preferite più bistrattate ci sono: Every Breath You Take, Eye In The Sky, Another Brick In The Wall part 2).

Sarebbe bene conoscere i testi a memoria, se non ci riuscite, portate con voi un leggio solido con i testi in ordine e che si trovino facilmente: non è carino né professionale stare lì a sfogliare il contenitore ad anelli alla ricerca del testo, ancora peggio dicendo qualcosa al microfono sul fatto che non trovate la canzone. E’ terribile, non fatelo. Il cantante è il front-man del gruppo e nelle pause tra un brano e un altro, l’attenzione è sempre su di lui. Assolutamente non fate vedere telefonini o smartphone. Se volete essere tecnologici, usate un tablet ben occultato sul leggio. Già è sgradevole vedere un cantante che legge il testo dal telefonino in sala prove, figuriamoci dal vivo. Da dilettanti allo sbaraglio!

 Se stiamo facendo lo spettacolo di Natale nella parrocchia alla quale apparteniamo e il pubblico è formato da persone conosciute e che si conoscono tra loro, potete tranquillamente fare come ad una schitarrata in spiaggia tra amici. Ma se siete in un contesto diverso, ricordatevi i motivi per i quali siete su quel palco: suonare e divertire il pubblico. Evitate qualsiasi divagazione che nulla ha a che fare con la vostra musica; al pubblico non interessano i vostri fatti personali a meno che raccontarli non serva a spiegare il senso di un testo o il perché di qualche scelta artistica. Non date giustificazioni su qualche inconveniente: se la batteria che avete trovato sul posto è fatta, ad esempio, con i fustini dei detersivi, non giustificatevi col pubblico per il cattivo suono dicendo che non è vostra, perché magari il pubblico neanche se ne sarebbe accorto e voi glielo state facendo notare. Se vedete arrivare un amico o un parente, non salutatelo al microfono, al resto del pubblico non gliene importa un fico secco e il vostro amico potrebbe anche sentirsi in imbarazzo. Insomma, non è professionale, a meno che non vogliate invitarlo sul palco ad esibirsi con voi. In quel caso non state salutando un amico ma un altro artista e lo state presentando al vostro pubblico.

Per questo appuntamento mi fermo qui, senza dimenticare che i miei sono solo consigli e non leggi da rispettare.
Non esitate a commentare o anche a dissentire su quanto scrivo: il confronto serve a tutti a crescere.

Aggiungi Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono marcati con *