Un saluto ai lettori di Advice For Musicians, il blog di consigli ai musicisti di Underground Music Club. Oggi voglio parlare di comportamento. Sì, proprio così, di comportamento da tenere nelle diverse situazioni in cui un musicista, professionista o dilettante, si trova normalmente quando suona. Lavorando da anni nell’ambiente musicale mi è capitato di avere a che fare con tante persone e certi comportamenti sono sempre diffusi e dipendono spesso dalla bravura del musicista, dall’esperienza o dal tipo di musica che fa.

Premetto che non voglio assolutamente generalizzare, non è sempre tutto nero ma spesso accadono cose che sarebbe meglio non accadessero. Descriverò qui alcuni comportamenti che sarebbero da evitare assolutamente.

Voglio cominciare dalla sala prove. La sala prove è un posto dove si va per provare con la propria band, raramente anche da soli, dove si sfrutta uno spazio attrezzato, molto spesso con strumenti a disposizione dei musicisti ma non di loro proprietà, gestita da altre persone. Quando ci si trova in sala prove bisognerebbe avere un appropriato comportamento. Come prima cosa educazione e rispetto. Il fatto di pagare per l’uso della sala prove non dà diritto a sentirci a casa nostra con un servo che poi mette a posto quando andiamo via. Usate ciò che è a vostra disposizione come se fosse vostro, non lasciate rifiuti (corde rotte, bacchette di batteria spezzate, carte di caramelle o pacchetti di sigarette), chiedete con gentilezza se vi occorre qualcosa, il gestore sarà ben contento di soddisfare le vostre richieste se possibile, non date niente per scontato, non pretendete di avere soddisfatte esigenze personali particolari perché non sempre è possibile. Mi spiego meglio: a tutti fa comodo trovare in una sala prove la batteria, gli amplificatori per chitarra elettrica e per basso e qualsiasi altro strumento pesante e ingombrante senza doversi trasportare i propri. E’ ovvio che questi strumenti, magari anche di qualità, possono non rispondere perfettamente alle abitudini di tutti i musicisti. Non esiste l’amplificatore perfetto o la batteria che va bene per chiunque. Non lamentatevi se una batteria non è accordata come piace a voi perché quello strumento è usato da altre persone e ognuno ha i suoi gusti e le sue esigenze. Se usate un ricco set di piatti, portateli con voi, non pretendete di trovare a disposizione due crash, un ride, uno splash e un china perché resterete delusi. Se non volete portare i vostri piatti, accontentatevi di quello che trovate che spesso è un set minimo di un ride e un crash.

Ecco una batteria che difficilmente troverete in una sala prove.

Se siete abituati con la vostra chitarra ad un amplificatore Marshall, non pretendete di avere da un Fender lo stesso suono, perché sono diversi. Se avete programmato sul vostro sintetizzatore dei suoni particolari per le vostre esigenze, portatevi il vostro strumento: è ovvio che quei suoni non li troverete in un altro sintetizzatore e sarà assolutamente inutile lamentarsi col gestore che quella tastiera non fa quello che vi aspettate. Ciò non significa che la sala non sia bene attrezzata. Queste sono solo alcune delle situazioni che si presentano abitualmente in sala prove. Un altro comportamento da evitare assolutamente in sala prove è quello di considerarla un palcoscenico. Se volete provare i movimenti scenici del vostro show, affittate un teatro, non una sala prove. La sala prove non è il luogo adeguato per provare passi di danza di cantanti o piroette di chitarristi durante un assolo; non c’è lo spazio, rischiate di danneggiare qualcosa (non vostra).

Angus Young (AC-DC)

Evitate di portare amici, fidanzati/e, mariti/mogli ad assistere alle vostre prove: si annoieranno occuperanno spazio, potrebbero creare anche disagio agli altri musicisti; soprattutto evitate di portare bambini che, annoiandosi, disturberanno voi e chi vi sta accanto. Insomma, basta usare un pizzico di buon senso per sfruttare al meglio il nostro tempo e il materiale messo a disposizione della sala prove.

Qualche consiglio adesso per quel che riguarda lo studio di registrazione. Al contrario della sala prove, quando si va in studio, tutto dovrebbe essere già chiaro nella mente dei musicisti. Lo studio di registrazione costa ben di più di una sala prove, avete a disposizione materiale di un certo pregio per la ripresa sonora degli strumenti e un (o più di uno) tecnico del suono che è lì per voi. E’ importante che abbiate le idee chiare su quello che volete fare: tutto l’arrangiamento deve essere stato già pianificato altrimenti perderete solo tempo a discapito della qualità finale del prodotto. Gli strumenti vostri devono essere in buone condizioni, le corde delle chitarre possibilmente nuove, cavi di qualità e funzionanti. Non cambiate le corde immediatamente prima di registrare, sarebbe una inutile perdita di tempo, meglio farlo il giorno prima così le corde avrebbero il tempo di assestarsi. E’ sempre bene entrare in studio con delle informazioni già precise da dare al tecnico per preparare eventuali progetti sul software di registrazione come velocità in BPM, tempo, tonalità, eventuali variazioni di velocità. Tutte queste cose vi faranno risparmiare tempo (e denaro) che verrà impiegato per fare magari una ripresa in più o per curare meglio un dettaglio nel mix. Un altro consiglio importantissimo che voglio dare ai musicisti che entrano in studio di registrazione, soprattutto se siete una band, è questo: le opinioni di tutti hanno valore ma le decisioni finali vanno prese da una sola persona. Ciascuno di noi sente in maniera diversa e personale e ciascuno di noi vuole sentire il proprio strumento in bella evidenza ma non sempre questo è ciò che il brano richiede. Onde evitare litigi e discussioni lunghe e distruttive, è bene che ci sia UNA persona soltanto che si prenda la responsabilità di dire come una cosa debba essere fatta. Questa è l’importanza del produttore artistico: colui che decide se una cosa va fatta e come. Ovviamente questo richiede gusto, esperienza, conoscenza del mercato al quale ci si rivolge e creatività ma nessuno dice che sia facile fare ciò. Se penserete di fare una produzione musicale cercando di mettere tutti d’accordo, probabilmente passerete più tempo a litigare che a suonare (in certi casi la democrazia non funziona). Se la figura del produttore artistico è una persona esterna al gruppo, è anche meglio: non sarà accusato di voler mettere in risalto sé stesso a discapito degli altri.

Tanto ci sarebbe ancora da dire ma per questa puntata mi fermo qui. La prossima settimana mi soffermerò a parlare dei comportamenti da tenere e da evitare in situazioni live.

Un saluto con l’invito a commentare, fare domande o semplicemente dire la vostra.

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