Bentornati al terzo incontro con Advice For Musicians, oggi continuo a parlare di microfoni, di quelli usati per il canto nelle situazioni pop/rock e jazz (non parliamo di lirica) descrivendo il corretto utilizzo in situazioni che si presentano frequentemente, soprattutto sui palchi.

Uno dei problemi più grandi su un palco, soprattutto se di ridotte dimensioni e con sistemi di amplificazione modesti, è il fenomeno del Larsen. Per chi non lo sapesse il Larsen avviene quando ciò che viene captato dal microfono, viene amplificato dai diffusori e rientra (amplificato) nel microfono stesso creando così una sorta di circolo vizioso che porta ad un assordante rumore che, se non interrotto, cresce fino alla saturazione dell’impianto e può provocare danni all’impianto stesso e all’udito. In genere si hanno due tipi diversi di innesco di questo fenomeno: uno quando l’onda sonora entra direttamente dal diffusore nel microfono e un altro quando l’onda viene riflessa all’interno di un ambiente e rientra dal microfono dopo aver subìto varie riflessioni. Il primo caso si manifesta con un fischio a frequenze piuttosto alte e cresce molto velocemente; nel secondo caso invece sono le frequenze più basse ad innescare, il suono sarà come una sorta di rombo che cresce lentamente perché il suono non è diretto e dipende dalla lunghezza del percorso che compie. Detto questo, mentre nel secondo caso il musicista può fare ben poco ma è compito del fonico far sì che non inneschino frequenze risonanti nell’ambiente, nel primo caso chi usa il microfono, sia egli musicista o cantante, ha spesso la responsabilità di evitare il “fischio”. Vediamo come, cosa si deve e cosa non si deve assolutamente fare, senza bisogno di essere esperti di acustica ed elettroacustica.

Per prima cosa conosciamo il microfono che stiamo usando: ogni microfono ha una direttività che ci dice la sensibilità del microfono in funzione della provenienza del suono. Tranne casi molto rari, ci ritroveremo con microfoni di due tipi: cardioide e super-cardioide. Queste strane parole derivano dalla forma del diagramma polare del microfono ma non voglio entrare in noiose definizioni tecniche, basti sapere che entrambi i microfoni hanno la migliore sensibilità esattamente dalla parte frontale in asse col corpo del microfono e che questa va diminuendo quanto più ci si sposta dall’asse. La differenza tra i due sta nel fatto che il cardioide ha un angolo di ripresa più ampio e il punto di minore sensibilità è esattamente dalla parte opposta al fronte del microfono, ovvero con un angolo di 180°. Il microfono super-cardioide invece ha un angolo più stretto, è più direttivo ma ha un incremento della sensibilità proprio a 180°. I punti di minore sensibilità sono +/- 120° circa.

Conoscendo che microfono si sta usando, si può be posizionare questo rispetto alle spie e a tutti i diffusori che ci sono sul palco per fare in modo che il suono rientri il meno possibile dal microfono: se usiamo un cardioide cerchiamo di mantenere esposta al monitor la parte posteriore, non i lati e MAI il fronte. Se invece usiamo un super-cardioide cerchiamo di tenere i monitor sempre ad una angolazione di 120° rispetto alla capsula e ricordiamoci che dalla parte posteriore, il microfono “sente”. Le due immagini che seguono possono darci un’idea di quanto ho appena cercato di esporre a parole.

Microfono Cardioide
Microfono supercardioide

Esiste anche il microfono iper-cardioide che ha un angolo di ripresa ancora più stretto del super-cardioide ma un lobo di sensibilità posteriore più accentuato.

La disposizione dei monitor sul palco non dovrebbe essere responsabilità del cantante o del musicista ma sappiamo tutti bene che spesso bisogna fare da sé, quindi ricordate queste indicazioni. Piccole attenzioni che possono evitare grandi problemi. Fate attenzione a cosa state usando, leggete le caratteristiche dei microfoni, spesso sono scritte sul corpo del microfono stesso, altrimenti le trovate sicuramente nella confezione.

Per nominare qualcuno dei più diffusi microfoni, sono cardioidi gli Shure SM57, SM58, Sennheiser MD421, e935 mentre sono super o iper cardioidi i microfoni Shure Beta58, Sennheiser e945, Sennheiser MD441, Beyerdynamic M88.

Ricordate anche di non coprire mai la griglia perché il microfono perderebbe la sua direttività e innescherebbe subito un Larsen, di non passare col microfono davanti ai diffusori, di non tenerlo mai rivolto verso il basso quando non cantate (quasi sempre a terra ci sono i monitor), di non poggiarlo a terra.

Concludo qui questo terzo appuntamento con Advice For Musicians e vi esorto a commentare, a fare domande se non sono stato chiaro in qualcosa o a dire semplicemente quello che pensate sull’argomento.

Alla prossima settimana.

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