Un saluto a tutti gli amici di Underground Music Club, oggi voglio iniziare questo blog per dare qualche consiglio, semplice ma utile, ai musicisti, veterani o alle prima armi, su alcune cose che possono sembrare banali e quindi vengono trascurate o date per scontate ma che in realtà non lo sono.


In tanti anni di attività in studio, sui palchi e in sala prove come tecnico del suono, mi sono imbattuto in centinaia di musicisti, di tutte le età, uomini e donne, di primo pelo e con anni di esperienza, dilettanti e professionisti; ebbene, tra tutti questi ho sempre visto commettere errori banalissimi sull’uso dell’attrezzatura di cui si servono per suonare e/o cantare. Nulla togliendo al loro talento o alla loro esperienza voglio qui suggerire (se vi piace fare le cose come le avete sempre fatte, continuate pure) il corretto uso e il giusto comportamento su un palco, in studio di registrazione e in sala prove.

In questa prima uscita vorrei parlare di un attrezzo tanto diffuso quanto sconosciuto (a quanto pare) dai più: l’asta microfonica. Vi sembrerà banale ma la percentuale di cantanti e musicisti che ignora come si usa un’asta microfonica è imbarazzante. Ci sono vari tipi di aste microfoniche, dritte, a giraffa, nane, da tavolo, telescopiche con le ruote ma oggi parlerò del tipo sicuramente più diffuso: quelle a giraffa che si usano per reggere i microfoni per il canto. Vediamo intanto come si presenta una siffatta asta:

Questa asta in figura presenta varie viti A, B, C, D che hanno altrettante funzioni. La A serra le due parti verticali dell’asta, una dentro l’altra e serve ad allungare o abbassare l’asta in senso verticale.

La manopola B serra o allenta lo snodo orizzontale e serve a dare la giusta inclinatura all’asta in funzione della posizione ottimale del microfono. Dalla parte opposta della manopola B c’è una vite E che non si vede dalla prima foto ma che si intravede nella successiva, che assieme alla vite C serve ad allungare o accorciare il braccio orizzontale dell’asta. Infine la vite D che serve a bloccare e sbloccare i tre piedi dell’asta.

Una volta descritta l’asta permettetemi di suggerire agli amici cantanti e musicisti come usarla. Se dovete regolarne l’altezza, usate la manopola A, allentate, allungate il tubo verticale fino all’altezza desiderata, quindi stringete nuovamente. Per regolare la distanza tra voi e l’asta, agite sulla manopola B per dare al braccio verticale la giusta inclinazione e poi sulle viti C ed E per allungarlo quanto occorre. Non avete idea di quanti cantanti/musicisti arrivino in sala e per regolare l’altezza svitino la vite C, tirando il braccio che, regolarmente, si stacca dall’asta (mica ha una lunghezza infinita!) e poi mi guardano smarriti. Qualcuno mi ha anche detto che l’asta era troppo piccola. Un’altra abitudine che ho riscontrato tante, tantissime volte, è quello di stringere le manopole come se non ci fosse un domani. Signori… un microfono non suona meglio se stringiamo all’inverosimile i serraggi di un’asta, suona nello stesso identico modo se li stringiamo quanto basta. Stringere all’eccesso significa sforzare le filettature e alla lunga si danneggeranno le viti e l’asta sarà inutilizzabile. Abbiate cura degli attrezzi che utilizzate, anche se sono di un service o di una sala prove e non vostri.

 
Insomma, pochi accorgimenti per usare correttamente le cose e un suggerimento: conoscete bene gli strumenti e gli attrezzi che volete usare, essere professionisti non è soltanto saper cantare o suonare bene ma anche conoscere cosa si sta usando per sfruttarlo al meglio. E un po’ di umiltà non guasta mai.

Questo primo incontro di Advice For Musicians finisce qui. Vi do appuntamento al prossimo dove saranno ancora protagonisti i cantanti e farò qualche appunto sui microfoni e sul loro utilizzo.

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